Il 2015 è l’anno della memoria di Pier Paolo Pasolini, morto tragicamente e in circostanze oscure il 2 novembre 1975.
Il velo nero del non sapere che tale omicidio in un modo o nell’altro ha voluto gettare su chi sapeva, che prende spunto la mostra di Marisa Lelii, dedicata appunto al grande personaggio della cultura italiana e internazionale, dal titolo: Omaggio a Pier Paolo Pasolini
“..I lavori di Marisa Lelii su Pier Paolo Pasolini sono meravigliosi, significativi nell’abbinamento della scrittura e pittura insieme, è come se il segno stesso diventasse parola. Marisa Lelii non mette la poesia di Pier Paolo Pasolini a distanza del disegno, ma la fa scaturire direttamente dal disegno stesso, quindi un corpo unico.
Le opere di Marisa Lelii sono il tentativo continuo di tradurre energie del gesto creativo del corpo proprio dell’opera, liberandosi così proprio nel tentativo, di un’ingombrante centralità del soggetto. L’opera infatti non si dà come compimento, bensì è sempre in pericolo di non-compiersi. Essa si presenta nel gesto tentato e in una dialettica interna di coscienza ed esperienza.
Marisa Lelii, inizialmente acquerellista, si dedica, sucessivamente con accuratezza, alla grafica e alla stampa. Attratta negli ultimi anni dalle maniere dell’incisione, frequenta la scuola internazionale di incisione all’ISIA di Urbino e la scuola “Il Bisonte” di Firenze. Nei suoi lavori le due tecniche si incontrano e convivono in sintonia, riuscendo in questo modo a esprimere al meglio la sua poetica.
La parola “femminile” rimanda a un genere grammaticale, all’aggettivo che si riferisce al sostantivo femmina, alla sessualità, al corpo, alla voce, all’atteggiamento, all’abito, insomma è una parola che ha a che fare con il corpo della donna, con le sue manifestazioni con il suo essere nel presente.
Marisa Lelii una donna, un’artista. Sarà bene per chi voglia avvicinarsi ai suoi lavori tenere presente questo stretto connubio. La pittua, così come l’arte in generale, è appannaggio di entrambi i sessi, almeno oggi, ma risulta essere radicalmente diversa se frutto dell’opera di un uomo o di una donna. La prospettiva cambia perchè non c’è simmetria psicologica tra i due sessi. Se Freud non ha preso un abbaglio sono sicuramente le donne che hanno più dimestichezza nel decifrare i molti dialetti dell’inconscio.
Nella storia della pittura al femminile oggi in Abruzzo, Marisa Lelii si colloca con una sua significatività. Gessi bianchi su disegni a inchiostro, gessi incisi e smalti su cartone, gessi spatolati e acquerelli su cartone, gessi impastati con acrilico e inchiostro, acquerelli e penna, inchiostri e penna, su carta, gesso, garza e acrilico su tavola: disegni filiformi e esplosioni di colore configurano il rischio del vivere e la tensione di libertà, poli antinomici del nostro esistere. Il bianco è un richiamo alla purezza su cui il groviglio di linee traduce l’enigma della vita, ma anche il soffio della speranza, come nel gesso bianco inciso sul cartone che reca in alto l’embrione di un fiore.
Spesso ci si accosta alla lettua di un’opera attraverso i filtri degli strumenti critici e interpretativi, in questa occasione ho sentito la necessità di preferire la vista e il passo del visitatore discreto, di optare per il felice tema dell’incontro.